Un impegno che il sindaco non aveva i poteri di prendere. Si tratta dell’accusa fatta, dal deputato regionale Vincenzo Vinciullo e del consigliere comunale di Augusta Giuseppe Schermi, alla sindaca della città megarese Cettina Di Pietro. Secondo i due, quest’ultima lo scorso 7 agosto avrebbe firmato un protocollo d’intesa per legittimare la Prefettura di Siracusa a gestire un hotspot nel porto commerciale di Augusta. Un potere che la sindaca non ha alla luce della contrarierà già espressa dal Consiglio, spiegano.
“Sconcerta l’assenza del numero di protocollo dell’atto, firmato il 7 agosto, ma tenuto segreto, fino ad oggi, alla Città. – dichiarano i due – Tardiva ed illegittima appare la Delibera di Giunta tesa a sanare tale atto, poichè prende impegni contrari alla mozione di indirizzo del Consiglio Comunale n. 39 del 12 ottobre 2015, votata all’unanimità, che si esprimeva per il “diniego al rilascio di autorizzazioni all’hotspot di Augusta”. Infine, nulla è previsto nel protocollo d’intesa firmato circa l’impegno a trovare un’area al di fuori del Porto commerciale, elemento che avrebbe spinto nei giorni scorsi il Sindaco ad esultare affermando di avere ottenuto un grande successo. – continuano – È questa la tanto proclamata coerenza e trasparenza? Dov’è finita la democrazia partecipata? Chiederemo l’immediata convocazione del Consiglio Comunale affinché il Sindaco relazioni sulla firma di questo protocollo tenuto nascosto fino ad oggi e chieda al Consiglio Comunale di revocare la mozione di indirizzo n. 39 del 12 ottobre 2015 perché, permanendo tale mozione, è chiaro che la Delibera di Giunta Comunale è viziata e, quindi, illegittima. Continuiamo ad essere contrari alla realizzazione dell’hotspot in quanto – hanno concluso Vinciullo e Schermi – la realizzazione di questo hotspot rappresenta la morte fisica e civile dello stesso porto”.
