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Traffico internazionale gasolio: miscelato ad Augusta e rivenduto

Traffico internazionale gasolio: rubato dalla Libia, miscelato ad Augusta e immesso sul mercato europeo

Veniva rubato gasolio dalla raffineria libica di Zawyia, a 40 km ovest di Tripoli, poi veniva trasportato via mare in Sicilia, riciclato e immesso nel mercato italiano ed europeo, per un commercio di oltre 30 milioni di euro. L’associazione a delinquere è stata sgominata dalla Guardia di finanza di Catania, con il contributo tecnico fornito dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.).

Le Fiamme Gialle catanesi sono riuscite a tracciare, in alcuni casi, la destinazione finale del gasolio immesso in Sicilia e in Campania riuscendo, al contempo, a smascherare una parallela associazione a delinquere finalizzata alla sistematica evasione dell’Iva e alla vendita a distributori stradali “compiacenti” – a Catania e provincia – di gasolio “extra-rete” frodando consumatori e compagnie di bandiera. Questa struttura illecita risulta composta, secondo gli investigatori delle Fiamme Gialle, da società cartiere site Catania e nel Siracusano oltre che da depositi fiscali nel trapanese e depositi di stoccaggio nel catanese, collegate tra loro da apparenti rapporti commerciali avallati dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti. L’ammontare dell’evasione fiscale è di oltre 11 milioni di euro.

L’amministratore delegato della Maxcom Bunker Spa, ditta di commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e di bunkeraggio delle navi, si sarebbe avvalso della complicità di alcuni dipendenti della società, adesso ai domiciliari. Si tratta di Rosanna La Duca (48 anni), consulente esterna, Stefano Cevasco (48 anni), addetto all’ufficio commerciale, Antonio Baffo (61 anni) responsabile del deposito fiscale di Augusta.

Il gasolio, sempre secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, veniva miscelato in uno dei depositi della ditta con sede ad Augusta, Civitavecchia e Venezia, e poi immesso nel mercato italiano ed europeo (Francia e Spagna in particolare).

Gli altri arrestati sono: il catanese Nicola Orazio Romeo (45 anni), indicato da alcuni collaboratori di giustizia come collegato alla famiglia mafiosa degli Ercolano e ritenuto, in una conversazione captata tra gli indagati, quale soggetto della “mala, quella giusta, quella che non lo tocca nessuno”; i cittadini maltesi Darren Debono (43 anni) e Gordon Debono (43 anni); i maltesi, con Nicola Orazio Romeo, avrebbero curato il trasporto via mare del gasolio gestendo, al contempo, il reticolo di società commerciali coinvolte nel business.