I carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo stanno eseguendo l’arresto di 17 persone accusate di associazione mafiosa, estorsione, tentato omicidio, rapina, illecita detenzione di armi e munizioni e fittizia intestazione di beni.
L’inchiesta, coordinata dalla dda, è la prosecuzione di operazioni condotte nei confronti degli affiliati del mandamento mafioso di Porta Nuova negli ultimi sei anni e ha permesso di “decapitare” il clan di Borgo Vecchio. Grazie alle intercettazioni e alla rivelazioni di due “pentiti” sono stati individuati assetti e dinamiche della cosca.
L’inchiesta, condotta dai carabinieri e coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, ha portato al ritrovamento del cosiddetto “libro mastro” del pizzo, una sorta di documento contabile con l’indicazione delle vittime e del bilancio delle estorsioni. Sono stati ricostruiti inoltre 14 taglieggiamenti a imprenditori e commercianti della zona del Borgo Vecchio, nel cuore della città, costretti al versare a cosa nostra somme di denaro per evitare ritorsioni che, in qualche circostanza, sono avvenute e sono state documentate dai carabinieri. Alcune vittime, sentite dai militari dell’Arma, hanno confermato di aver pagato il pizzo e le pressioni subite.
