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Porto Augusta, visita del Coordinatore europeo Pat Cox

Porto Augusta, visita del Coordinatore europeo del corridoio scandinavo-mediterraneo

E’ stato questa mattina in visita, all’Autorità del porto di Augusta, il coordinatore europeo del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, Pat Cox.
Ad accoglierlo Diego Bivona, presidente di Confindustria Siracusa. Bivona ha sottolineato come “dal porto transita il 65% dell’export regionale prodotto dalle aziende del Polo petrolchimico, pari ad oltre 5 miliardi di euro; inoltre, le industrie del settore che utilizzano il porto di Augusta, contribuiscono – con 23 milioni di euro – a sostenere le entrate correnti dell’Autorità Portuale (tasse portuali, di ancoraggio e canoni)”.

“Non è casuale – ha detto Bivona – che il Porto di Augusta sia stato inserito nell’elenco CORE degli snodi intermodali della Commissione Europea per le TEN-T quale Porto strategico della Unità Europea per i traffici internazionali. In questa ottica non si può non sostenere l’importanza di realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina, vera risposta alla continuità territoriale, che realmente attuerà il corridoio scandinavo-mediterraneo favorendo una logistica integrata e intermodale”.

“Proprio per questo è urgente e necessario che si realizzi il collegamento ferroviario con la rete ferroviaria Siracusa Catania – Opera infrastrutturale strategica – poiché si rischia di compromettere il mantenimento nell’elenco degli snodi intermodali riconosciuti dall’unione Europea per le TEN-T oltre che perdere l’opportunità di essere riconosciuta Z.E.S. , con tutti i benefici e vantaggi fiscali per le imprese che realizzano nuovi investimenti generando crescita, lavoro e sviluppo”.

“Ma tutto ciò – ha concluso Bivona – rischia di impattare con la pianificazione territoriale della Regione: il piano paesaggistico nella sua forma attuale, con i vincoli indiscriminati, interviene anche nelle aree retro-porto della Zes, vanificando dunque ogni attività imprenditoriale, una evidente contraddizione tra la volontà di creare sviluppo e attrarre investimenti e contemporaneamente imporre dei vincoli che ne impediscono la realizzazione, un vero paradosso”. “Occorre rivedere criticamente il piano paesaggistico in una logica di sviluppo eco-sostenibile e di rispetto del paesaggio che non mortifichi e impedisca le attività di impresa e lo sviluppo economico del territorio”.