Contaminazione da amianto come attentato. Il Ministero della difesa ha equiparato il capitano Francesco Paolo Sorgente, già riconosciuto vittima del dovere, alle vittime del terrorismo, per quanto riguarda il risarcimento che è stato assegnato alla famiglia dopo la sua morte per contaminazione da amianto.
Ad annunciare la notizia è l’Ona (Osservatorio Nazionale Amianto). L’ufficiale della Marina Militare Italiana, dopo aver svolto servizio anche nella base di Augusta in Sicilia, in quanto esposto ad amianto, ha contratto mesotelioma ed è deceduto in data nel 2009.
Grazie al lavoro del presidente dell’Ona, Ezio Bonanni, e ai legali della famiglia, è stato possibile dimostrare la presenza di amianto presso la base militare di Augusta. Un primo passo è stato fatto quando la morte di Sorgente è stata riconosciuta come omicidio colposo. E poi la notizia di un risarcimento pari a un rateo mensile di 500,00 di euro invece che dell’importo 258,53 (assegno vitalizio), oltre allo speciale assegno vitalizio di €1.033,00 di euro, oltre equiparazioni e alla speciale elargizione di 225.000,00 di euro
“È stato un duro scontro giuridico – dichiara Bonanni – con l’avvocatura generale dello Stato, che intendeva negare il diritto della vedova e degli orfani al giusto indennizzo che purtroppo, però, non riporta in vita il capitano della Marina Militare Italia, Francesco Paolo Sorgente, ucciso dall’amianto, ennesima vittima, e ricordo che nella relazione finale dello scorso 09.02.2018 della commissione parlamentare di inchiesta, a pag. 34, riporta 1101 casi di vittime di amianto nella Marina Militare Italiana tra le sole che sono giunte all’attenzione della Procura della Repubblica di Padova, e quindi con una incidenza molto più alta, di cui 570 mesoteliomi pleurici. È proprio grazie all’Osservatorio Nazionale Amianto che questa strage è venuta alla luce e ora è stata certificata anche dalla commissione parlamentare di inchiesta. Spero e mi auguro che si giunga finalmente alla bonifica totale e complessiva”.
