Giornalista dalla schiena dritta, ma anche scrittore, drammaturgo, sceneggiatore per il cinema.
Non si è mai spenta la voce di Pippo Fava a trent’anni dal suo barbaro omicidio, freddato con cinque colpi di pistola alla nuca di origine mafiosa. Ora la sua storia, le sue battaglie, ma anche il suo rapporto con i giovani cui ha insegnato tanto, rivivono nel film tv ‘Prima che la notte’ che Rai 1 manda in onda il 23 maggio 2018 in prima serata. A prestare il volto al giornalista direttore de ‘I Siciliani’, personaggio carismatico e sempre controcorrente e indomito che ha sposato la causa della ricerca e della denuncia pubblica della verità fino alle sue estreme conseguenze è uno straordinario Fabrizio Gifuni, tra gli attori più poliedrici e intensi della sua generazione. Coprodotto da Rai Fiction con Fulvio e Paola Lucisano il film è aperto dalle immagini di Fava che torna a Catania sulle note di Call me di Blondie, stessa canzone scelta per American gigolò. “Perché siamo negli anni 80” dice il regista Daniele Vicari.
Il film ripercorre la storia del giornalista fondatore della rivista I Siciliani, ucciso dalla mafia il 5 gennaio 1984. Il rapporto con la moglie (Lorenza Indovina) da cui è separato ma che continuerà a condividere il suo sogno di giustizia. Gifuni fa notare: “Fava aveva la passione e una vocazione istintiva per raccontare le cose che vedeva. Le raccontava in maniera molto fedele, era la sua caratteristica, ma essendo un artista, uno scrittore, un drammaturgo, un pittore, era in grado di renderle profondamente interessanti per chiunque”.
