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Via libera al Decreto Dignità, stretta su contratti a termine e delocalizzazione

Via libera al Decreto Dignità, stretta su contratti a termine e delocalizzazione

Il Consiglio dei Ministri fa passare il decreto dignità: un provvedimento di chiaro segno pentastellato, che vieta la pubblicità sui giochi e limita le delocalizzazioni. Un decreto che, soprattutto, sferra un primo colpo al Jobs Act incassando, tra più di un dubbio, il placet del gruppo parlamentare della Lega. Non è una gestazione facile quella del decreto dignità. I problemi con le coperture, soprattutto relativamente allo stop alle pubblicità sui giochi, restano sul tavolo del governo fino all’ultimo e, nel corso della giornata, i contatti tra Tesoro, Mise e Palazzo Chigi sono fittissimi. Con il M5S che conferma al ministro dell’Economia Giovanni Tria l’intenzione di andare fino in fondo. Nella tarda mattinata Di Maio opta per superare le bozze che circolavano forzando la mano sul tema del precariato e aumentando la stretta sulla pubblicità ai giochi, che esclude i contratti in essere solo fino al 30 giugno 2019, a prescindere dalla loro scadenza. Nel corso del pre-consiglio al testo del decreto vengono aggiunti alcuni punti, come la riduzione da 36 a 24 mesi dei contratti a termine con causale (senza, la durata massima viene ridotta a un anno) o l’aumento del 50% all’indennizzo per i licenziamenti senza giusta causa.