Matteo Salvini di nuovo all’attacco del presidente francese Emmanuel Macron. “Non accettiamo lezioni di diritto – ha detto il ministro dell’Interno – e di umanità da parte del signor Macron. Negli ultimi mesi ha blindato le frontiere con l’Italia e ha respinto più di 50mila immigrati, soprattutto donne e bambini”. Salvini replica così alle parole del presidente francese che ieri aveva detto: ‘”C’e’ una crisi politica tra l’Italia e il resto dell’Europa. L’Italia ha scelto di non seguire più le leggi internazionali e in particolare quelle umanitarie del mare, secondo cui quando una nave e’ in una situazione umanitaria va nel porto più vicino”.
Intanto la nave Aquarius che potrà raggiungere la sua base a Marsiglia dopo aver sbarcato i 58 migranti che saranno ripartiti tra quattro paesi europei, in Francia, Spagna, Portogallo e Germania.
Ieri al termine di un’altra giornata di polemiche e di trattative diplomatiche, Macron si fa forte di aver strappato la “soluzione europea”, invocata dal governo francese dopo essersi opposto alla richiesta rivoltagli ieri da Sos Méditerranée di far sbarcare (eccezionalmente) l’Aquarius a Marsiglia con gli oltre cinquanta migranti salvati nei giorni scorsi di fronte alle coste libiche. Di fronte a quella sponda africana che oggi è stata teatro anche di un altro drammatico episodio: una nave della Marina militare marocchina ha aperto il fuoco su un barcone davanti alle sue coste, con un bilancio ufficiale di 4 migranti feriti mentre altre voci parlano dell’uccisione di una donna nel corso dell’operazione, scattata quando l’imbarcazione non ha risposto all’altolà.
Per l’Aquarius la soluzione annunciata in serata è un complesso esercizio di equilibrismo diplomatico: i 58 migranti, tra cui 16 minori e uno non accompagnato, prevalentemente famiglie che vengono da Siria, Libia e Palestina, verranno sbarcati in acque internazionali per evitare che l’Aquarius venga bloccata per il nodo legato alla revoca della bandiera panamense, trasferiti a Malta su mezzi messi a disposizione da La Valletta e ripartiti in quattro Paesi Ue: la Francia si è impegnata ad accoglierne 18, Germania e Spagna rispettivamente 15, il Portogallo 10. “Malta e Francia ancora una volta si fanno avanti per risolvere l’impasse dei migranti”, esulta il premier maltese Joseph Muscat, che pur non essendosi impegnato ad accogliere i richiedenti asilo ha accettato il transito dei disperati per La Valletta: “Con Macron e gli altri leader vogliamo mostrare un approccio il più multilaterale possibile”, aggiunge dopo il colloquio con il capo di Stato francese a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu a New York. “Come ogni volta, facciamo il nostro dovere”, ha detto, da parte sua, il ministro dell’Interno, Gérard Collomb, durante il question time in Parlamento a Parigi. In mattinata, la collega responsabile per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, aveva auspicato di giungere ad una “soluzione europea” entro oggi. Intervistata da Sud radio, ha lanciato un nuovo siluro contro la decisione dell’Italia di chiudere i suoi porti ai migranti in fuga. “L’Europa – ha avvertito nel messaggio rivolto a Roma – è dieci volte più solidale di quanto non lo fosse in precedenza, ed è il motivo per cui ripetiamo all’Italia che l’idea di chiudere i propri porti a delle persone in pericolo è contrario al diritto, è contrario all’umanità. Ciò che deploriamo – ha poi concluso riferendosi all’Ungheria di Viktor Orban e ai Paesi di Visegrad che hanno risposto picche al principio di ripartizione dei richiedenti asilo – è che alcuni Paesi europei si siano tirati fuori da questa solidarietà europea che è indispensabile”.
