Indagini su MSF

Rifiuti infetti smaltiti come “normali” dopo gli sbarchi anche ad Augusta

Rifiuti pericolosi e infetti smaltiti come "normali", anche Augusta tra gli scali coinvolti

Ci sarebbe anche Augusta tra gli scali tecnici effettuati da navi di MSF nel corso dei quali sarebbero stati scaricati come rifiuti indifferenziati rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non. Questa l’accusa alla Ong “Medici Senza Frontiere” e a due agenti marittimi:
Da qui il sequestro dell’Aquarius e di 460.000 euro. Le indagini della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura di Catania, avrebbero accertato lo smaltimento illecito in 44 occasioni per un totale di 24 mila kg di rifiuti.
Gli indagati sono in tutto 24 e secondo l’accusa avrebbero “sistematicamente condiviso, pianificato ed eseguito un progetto di illegale smaltimento di un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, derivanti dalle attività di soccorso dei migranti a bordo della Vos Prudence e dell’Aquarius e conferiti in modo indifferenziato, unitamente ai rifiuti solidi urbani”.
Tra gli indagati i membri di Msf dei centri operativi di Amsterdam e Bruxelles, i due agenti marittimi Francesco Gianino e Giovanni Ivan Romeo, il comandante e il primo ufficiale dell’Aquarius, il russo Evgenii Talanin e l’ucraio Oleksandr Yurchenko.
“Lo smaltimento dei rifiuti – come scrive Repubblica.it – era realizzato dalla M.S.A. di Francesco Gianino che, secondo gli inquirenti, offriva un servizio di smaltimento a prezzi concorrenziali grazie al quale avrebbe triplicato il suo giro d’affari passato dai 45 mila euro del 2014 ai 140 mila euro del 2016. Altrettanto determinante sarebbe stato il contributo di Giovanni Ivan Romeo il quale, attraverso la sua società (Romeo Shipping s.r.l.), si è occupato a Catania della intermediazione al ritiro dei rifiuti di bordo tra i comandanti delle navi Vos Pudence e Aquarius, e la società cooperativa “La Portuale II” – amministrata dal padre Mario Romeo – aggiudicataria del servizio di raccolta rifiuti all’interno del porto di Catania”.
Gli avvocati di Msf hanno già avuto mandato di impugnare il provvedimento di sequestro davanti al tribunale del Riesame.