Un’altra aggressione ai danni della Polizia Penitenziaria si è consumata, ieri sera, al carcere di Augusta, dove due agenti sono stati fisicamente aggrediti da un detenuto e un terzo minacciato di morte.
Pare che, dietro la violenza, ci sia un colloquio con i parenti terminato prima del tempo previsto. Pare inoltre, che il colloquio sia stata autorizzato ma non era programmato.
“Diminuire il personale durante i colloqui determinerebbe un vero e proprio fallimento professionale” – scrive Nello Bongiovanni, dirigente federale nazionale Si.p.pe., il sindacato di Polizia penitenziaria, in una lettera inviata alla Casa Reclusione, alla Segretaria Regionale e Generale Sippe.
“Al Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria e al Direttore dell’istituto augustano, ognuno per la propria competenza, l’invito a disporre immediatamente ogni utile misura a tutela del personale di polizia penitenziaria ed in particolar modo degli agenti coinvolti nella gravissima quanto triste vicenda, l’ennesima si scala nazionale a danno del Corpo dal primo giorno del 2019” – conclude
