Un passo indietro e la revoca del permesso di ricerca di idrocarburi nel Val di Noto, denominato ” Fiume Tellaro”. Questa la richiesta che il Comitato No Triv ha indirizzato al Presidente della Regione Musumeci. Ma il Comitato ha deciso di rivolgersi anche ai Ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico chiedendo loro di dichiarare definitivamente il Val di Noto incompatibile con qualsiasi progetto di ricerca e coltivazione di idrocarburi. Questo, attraverso la convocazione degli Enti locali per partecipare alla Conferenza Unificata volta all’adozione del Piano per la Transizione Energetica.
La mobilitazione contro le trivellazioni non si è fermata neanche ad agosto e ha coinvolto associazioni naturalistiche, culturali, archeologiche, turistiche e del comparto agroalimentare, tutte compatte nel dire “no” all’esito favorevole della Regione rispetto alla procedura di “Screening” della Valutazione di Incidenza Ambientale.
“Questa autorizzazione – si legge nella nota del Comitato – prevede attività di ricerca, ma ha ovviamente come obiettivo ultimo l’estrazione di idrocarburi nel Val di Noto; un territorio che in questi ultimi anni si è affermato come meta turistica di rilievo sia per le riserve naturali e le importanti zone di interesse storico-archeologico, sia per la produzione di prodotti agricoli ed enogastronomici di qualità. La procedura di autorizzazione, inoltre, – prosegue la nota – non ha verificato le innumerevoli criticità di una possibile fase di estrazione. Il tutto – conclude il Comitato – mentre è in corso una procedura di pre-infrazione per la non corretta applicazione della procedura di Valutazione di Incidenza”
La strada nuova da percorrere, secondo il Comitato, è quella di cambiare le politiche energetiche per preservare il territorio, la salute e le risorse naturali. A fianco del Comitato si schierano sindaci, partiti politici, la Chiesa ed esponenti della cultura e dello spettacolo, che dai social lanciano il loro appello a difesa del Val di Noto.
