Avrebbero dato vita ad un’organizzazione finalizzata alla frode fiscale e alla truffa per la percezione di contributi pubblici nell’ambito della realizzazione del porto turistico di Augusta. In 7 sono stati raggiunti da misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Siracusa, su richiesta della Procura. In manette sono finiti due noti imprenditori augustani, Alfio Fazio e Antonino Ranno, uno operante nel settore delle opere marittime e l’altro in quello edile. Per entrambi sono stati disposti i domiciliari.
La Guardia di Finanza, partendo da una semplice verifica fiscale, avrebbe scoperto un reticolo di società, che avrebbero utilizzato fatture false per una serie di lavori in realtà mai realizzati allo scopo di gonfiare i costi di realizzazione del porto.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, l’imprenditore marittimo, Fazio, sarebbe l’ideatore e il principale organizzatore del sistema, mentre il perno attorno al quale ruotava il meccanismo sarebbe l’imprenditore edile, Ranno, amministratore di una società, la Edil Tiche srl, che si occupa di edilizia residenziale. A questa società, l’impresa di Fazio, la P.X.A. srl, aveva affidato la realizzazione di rilevanti opere infrastrutturali nel porto turistico megarese. La società edile, a sua volta, subappaltava i lavori a ulteriori società che, in molti casi, sono risultate riconducibili alla stessa famiglia di Fazio. Queste società fatturavano alla committente, che a sua volta “girava i costi” alla titolare del finanziamento, dichiarando valori gonfiati rispetto a quelli reali.
Tutto questo sarebbe stato oggetto di verifiche effettuate anche attraverso intercettazioni ambientali, telefoniche e dopo aver sentito persone informate dei fatti.
Complessivamente, le opere infrastrutturali interessate dal sistema di false fatturazioni sono state quantificate in quasi 22 milioni di euro.
Attorno ai due imprenditori, ruotavano, sempre secondo quanto riferiscono i militari delle fiamme Gialle, gli amministratori di diritto delle società coinvolte che sono stati colpiti da misura cautelare interdittiva, per 10 mesi non potranno esercitare mansioni direttive. Risulta indagata un’ottava persona per la quale non è stata emessa alcuna misura cautelare.
Agli indagati, a vario titolo, vengono contestati i reati di associazione a delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Contestualmente è stato disposto il sequestro di somme di denaro, beni mobili e immobili per circa 7,5 milioni di Euro.
