Un atto dovuto, strettamente in linea con l’articolo 317 del Codice della Navigazione ed il Regolamento per l’Esecuzione del Codice della Navigazione. Così la Capitaneria di Porto di Augusta replica Unionports, che puntava il dito contro la Capitaneria per un’ordinanza che secondo Unionports potrebbe bloccare il porto di Augusta, almeno nei servizi che vengono resi dalle aziende portuali locali al traffico navale.
L’ordinanza, tra l’altro, concede trenta giorni di tempo a partire dal primo di aprile per adeguare i natanti alle tabelle di armamento.
“La determinazione delle tabelle d’armamento per le unità in servizio locale, rappresenta la certa garanzia di rispetto dei principi di imparzialità ed efficienza della Pubblica Amministrazione, con lo scopo di fornire agli armatori, agli operatori portuali ed alle parti coinvolte nella diuturna attività di vigilanza e controllo (non ultimi tutti gli organi di Polizia, la Sanità Marittima e l’A.S.P.) uno strumento di lavoro univoco, chiaro ed imparziale. – replica il Capitano di Vascello, Attilio Montalto – Non pare sovrabbondante evidenziare che la redazione delle tabelle minime d’armamento è stata preceduta dalle consultazioni prescritte dalla legge.
Qualora la Capitaneria di Porto si fosse sottratta a tale incombenza, il suo operato avrebbe potuto non essere in linea con il sostrato normativo
Da ultimo, la concessione di un margine temporale di 30 giorni non pare essere lesivo del diritto alla difesa, essendo un termine ragionevolmente congruo e, di certo, non impeditivo di alcuna ipotetica iniziativa difensiva ad opera degli aventi titolo.”
