Elezioni anticipate a un passo nel Regno Unito sullo sfondo della resa dei conti sulla Brexit fra la Camera dei Comuni e un governo conservatore numericamente privo ormai anche sulla carta di maggioranza aritmetica.
La ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva – e prima della contestata sospensione che dovrebbe consumarsi entro la fine della settimana prossima – trasforma Westminster in un’arena: con Boris Johnson deciso a sfidare in tono provocatorio i contestatori; e gli oppositori, spalleggiati da una pattuglia irriducibile di Tory ribelli moderati, capaci in serata di sconfiggere il governo su una mozione per strappare il controllo del calendario all’esecutivo e mettere ai voti una legge anti-no deal concepita per provare a obbligare l’esecutivo a chiedere a Bruxelles un ulteriore rinvio dell’uscita del Regno dall’Ue, a dispetto della volontà ribadita dal premier di portare a termine il divorzio il 31 ottobre a qualunque costo.
Il voto sulla mozione, passato alla fine con 328 sì contro 301 no, ha avuto un effetto esplosivo.
