Mobilitazione del sindacato per evitare l’ennesimo affronto al Porto di Augusta. Cgil, Cisl e Uil non intendono far passare sotto traccia quanto accaduto durante l’ultima visita di Gentiloni in Oriente, con il premier che ha ipotizzato una “via della seta” di collegamento tra la Cina, il Nord Europa e l’Atlantico, bypassando la Sicilia, e puntando, come porti di snodo, su Genova, Venezia o Trieste.
“Sono tanti i paradossi in questa vicenda – scrivono i tre segretari, Alosi, Sanzaro e Munafò – a partire dal fatto che il porto di Augusta era l’unico indicato come porto Core dall’Unione Europea e che per la sua centralità geografica era stato interpretato da varie forze economiche e produttive mondiali come rotta ideale per il commercio proveniente dal canale di Suez”. Responsabili di questo stato di cose, secondo Cgil, Cisl e Uil è la politica e i suoi rappresentanti, sia a livello regionale sia a livello nazionale, che “non hanno mosso un dito perché il porto megarese vedesse riconosciute tutte le sue potenzialità”.
Alosi, Sanzaro e Munafò, però, lanciano alla politica una sorta di ciambella di salvataggio: “Visto che al momento le indicazioni dei porti di Genova, Venezia e Trieste sono solo a carattere di suggerimento, i nostri esponenti parlamentari sono ancora in tempo per agire e far sì che alla Sicilia e ad Augusta in particolare, sia riconosciuta la giusta centralità nel commercio internazionale e in particolare nello scambio tra Nord Europa, Atlantico e Oriente. E il territorio ovviamente si aspetta che anche i rappresentanti istituzionali, ovvero i sindaci, si muovano nella stessa direzione”.
