“Ora la guerra è più vicina”. Parole pesanti quelle pronunciate dall’ambasciatrice americana all’Onu Nikki Haley, durante il consiglio di sicurezza sulla Corea del Nord. Mentre pochi minuti prima, durante un comizio in Missouri, Donald Trump era tornato ad attaccare sul piano personale il dittatore di Pyongyang, Kim Jong-un.
Ancora una volta le sue parole rischiano di alimentare una guerra di offese e di insulti che va avanti da mesi e che non favorisce di certo la realizzazione di quel canale diplomatico che con enorme fatica Rex Tillerson e i vertici del Dipartimento di stato stanno tentando di aprire.
Il ministero della Difesa cinese esprime “profonda preoccupazione” per l’ultimo lancio di missile balistico intercontinentale fatto dalla Corea del Nord, ma ribadisce che “l’opzione militare non è un’opzione”, ha detto il portavoce Wu Qian, per il quale la soluzione non può che maturare “attraverso il dialogo e le consultazioni”. La Cina vuole “la pace e la stabilità nella penisola coreana”.
