Le Regioni al fianco dei sindaci disobbedienti. La polemica sull’applicazione dell’articolo 13 del decreto Sicurezza (ormai legge) che impedisce l’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo si arricchisce di un nuovo capitolo, con alcuni governatori pronti a farsi carico del ricorso alla Corte costituzionale su una norma ritenuta disumana e in contrasto con la Carta fondamentale. Dopo l’annuncio del presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino (“stiamo valutando se esistono i fondamenti giuridici per un ricorso alla Corte Costituzionale. Se ci sono le condizioni giuridiche, non perderemo tempo”) è la Toscana a fare da apripista. Già lunedì la giunta regionale approverà la delibera sul ricorso da presentare alla Corte costituzionale, ha reso noto il governatore Enrico Rossi.
Altre Regioni dovrebbero unirsi alla Toscana, che intanto si appresta a varare una legge regionale per tutelare il diritto di tutti, migranti compresi. Lo farà certamente la Calabria contro un provvedimento “discriminatorio” che nega “diritti fondamentali” ai migranti regolari, come sostiene il presidente Mario Oliverio. E ci sta pensando l’Umbria.
