Chiederà di audire il prefetto i Siracusa per verificare eventuali infiltrazioni mafiose nel Comune di Noto e valutarne lo scioglimento.
Questo quanto ha preannunciato il senatore del M5S, Michele Giarrusso, in qualità di capogruppo in Commissione Antimafia. La richiesta prende le mosse dall’inchiesta giornalistica di Paolo Borrometi riguardante l’affidamento dell’organizzazione del ballo dell’Unesco. Secondo quanto denunciato dall’inchiesta , infatti, la manifestazione sarebbe stata affidata a Rino Albergo, già condannato per mafia.
“Un evento organizzato, con i soldi dei cittadini e dei turisti, e affidato al capomafia di Noto Rino Albergo, – scrive Giarrusso – è una vergogna inaccettabile. L’inchiesta giornalistica di Paolo Borrometi dovrebbe fare riflettere sull’utilizzo dei fondi pubblici. Non si può far finta di nulla e scherzare con le Istituzioni, la fiducia e le tasche dei cittadini”.
Immediata la replica del sindaco di Noto, Corrado Bonfnti: “Il ballo de “Il Gattopardo” organizzato la sera del 20 ottobre a Palazzo Landolina, con annesso catering, – precisa – non faceva parte del cartellone delle iniziative Heritage, organizzato dal Comune di Noto in collaborazione con gli altri Comuni del Val di Noto durante il IV Meeting delle Associazioni Europee del Patrimonio Mondiale del 18, 19 e 20 ottobre 2018. La serata nello specifico – prosegue il sindaco – è stata organizzata autonomamente dall’associazione privata “Compagnia Nazionale di Danza Storica” con sede a Roma, dentro un palazzo privato ed è stata pagata con soldi dell’organizzatore privato. La somma spesa per organizzare il IV Meeting delle Associazioni Europee del Patrimonio Mondiale – aggiunge – è tutt’altra cosa ed ammonta ad euro 28.330,19. È servita per finanziare tutta l’iniziativa: non esiste un solo centesimo di euro speso per impinguare le tasche di “capimafia”. In parole molto semplici, l’articolo scritto dal giornalista Paolo Borrometi è privo di fondamento nella parte in cui addita l’amministrazione comunale di collusione con ambiente mafiosi. Mi aspetto le scuse alla città”.
