Una vicenda di abuso edilizio ad Eloro, a Noto, in zona vincolata perché area archeologica e con presenza di macchia mediterranea, a soli 34 metri dalle mura della città greca. A denunciare i fatti è il movimento politico Passione Civile Noto. Tutto parte nel 2016 quando, secondo quanto racconta il movimento, un privato presenta un progetto per la recinzione in muro a secco di un lotto di terreno di sua proprietà adiacente alle mura della città greca di Heloros. All’epoca dei fatti a porre l’attenzione sulla vicenda, oltre il movimento, anche l’associazione Notoambiente.
Nel progetto presentato si legge però che non vi è alcun muro a secco preesistente ma solo alcune tracce:“il terreno risulta incolto e non recintato”. Dunque non è consentita una recinzione ex novo. Qualche mese dopo la Soprintendenza di Siracusa autorizza il ripristino solo dei muri a secco preesistenti. L’ufficio tecnico del Comune rilascia l’autorizzazione edilizia ma esattamente il giorno dopo il Dirigente del suddetto ufficio ordina l’immediata sospensione dei lavori “perché dagli elaborati allegati non si evince l’effettiva garanzia del diritto di accesso alla spiaggia libera”. Con un’ispezione i funzionari accertano che il lotto non presenta confini ben definiti e quindi viene pubblicata un’ordinanza di revoca dell’autorizzazione edilizia perché “esistono pochi metri di muro a secco, per cui si tratterebbe di una recinzione ex novo”.
Partono una serie di sopralluoghi, alla fine dei quali l’Ufficio Tecnico verbalizza che dato lo stato dei luoghi non è possibile stabilire la presenza di un muro a secco preesistente. A questo punto la Soprintendenza ordina la sospensione immediata dei lavori.
“L’ordinanza non è mai stata revocata ma neanche eseguita” – denuncia il movimento.
Nell’autunno del 2016 l’Ufficio tecnico del Comune di Noto procede con un altro accertamento, e prende atto che il lotto di terreno è stato recintato con muratura a secco contrariamente a quanto autorizzato dalla Soprintendenza, e “che l’intervento dei muri a secco sia limitato al ripristino dell’esistente”.
La vicenda arriva nelle mani della Guardia di Finanza.
Nel frattempo si arriva al 2017, quando i lavori saranno terminati.
Nell’aprile di quest’anno, dice ancora il movimento politico, viene inviato un esposto alla Procura della Repubblica, al Commissariato di Noto e al sindaco.
“Nell’esposto indirizzato al Sindaco di Noto e al Dirigente dell’Ufficio Tecnico si insiste sulla presenza di un cancello-sbarra ad Eloro in un lotto di proprietà del Comune. Il cancello, probabilmente abusivo, è gestito da un privato. – scrive Passione Civile Noto – Dal 1 agosto al 6 agosto nel sito in oggetto vengono messe a dimora baracche, pali di luce, serbatoi ecc. Il Sindaco il 9 agosto risponde che sono stati apposti i sigilli e che il Giudice ha convalidato il sequestro. – conclude il movimento – La zona è oramai compromessa, la struttura e i manufatti non sono stati rimossi e fanno e faranno bella mostra di sé chissà ancora per quanto”.
