Beni per oltre 1,5 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Polizia di Palermo, in esecuzione di un decreto emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione su proposta della Procura di Palermo, nei confronti di Andrea Impastato, pregiudicato 69enne di Cinisi. Si tratta del figlio di Giacomo Impastato, esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, in costante relazione con i boss Badalamenti, e fratello di Luigi, ucciso nel 1981. Nell’ottobre 2002, Impastato è stato tratto in arresto nell’ambito di una inchiesta che aveva disarticolato un gruppo di fedelissimi di Bernardo Provenzano all’epoca latitante. Nel giugno del 2005 è stato condannato dalla Corte d’Appello di Palermo a 4 anni di reclusione in quanto riconosciuto colpevole di associazione a delinquere di stampo mafioso. Prendendo spunto dai documentati contatti, sia personali che economici, di Impastato con numerosi personaggi di spicco di Cosa Nostra, come Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo, i poliziotti della Sezione Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine della Questura hanno ricostruito una complessa ed articolata rete di interessi economici a lui riconducibili, gestita attraverso l’utilizzo di prestanome. Già nel 2013 il Tribunale di Palermo aveva disposto il sequestro di numerosi beni intestati ai suoi familiari tra cui una società di vendita all’ingrosso di materiale edile. Al termine di ulteriori accertamenti svolti dagli agenti della Questura, il Tribunale oggi ha sequestrato quella ditta di ingrosso di materiale edile e un’altra attiva nel medesimo settore di proprietà per il 70% del figlio, e per il restante 30% della moglie di un dipendente.
