politica

Tav: stallo e tensione,verso richiesta bilaterale Parigi

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Non bastano cinque ore di vertice a Palazzo Chigi: sulla Tav è stallo, non c’è ancora una mediazione tra M5s e Lega. Il governo sembra prendere tempo: l’idea è chiedere – riferiscono fonti di maggioranza – un approfondimento giuridico sui bandi di Telt e un confronto alla Francia, con possibile vertice bilaterale, sui criteri di finanziamento dell’opera. Ma Luigi Di Maio e Matteo Salvini lasciano Palazzo Chigi scuri in volto: la crisi di governo viene evocata da entrambi i partiti, come esito estremo dell’irrigidirsi delle posizioni. Giuseppe Conte, che ha promesso una decisione entro venerdì, per ora non parla. Anche se a vertice in corso fonti vicine al premier professano ottimismo: “ci riuscirà”, porterà a casa la mediazione che ad ora sembra lontanissima.
A Palazzo Chigi hanno luogo due riunioni: la prima affronta la parte tecnica del dossier e vede la presenza, oltre che di Conte, dei vice, e del ministro Danilo Toninelli, di due squadre di “prof” portate nella sede del governo sia dal M5S che dalla Lega. I tecnici riuniti sono undici e tra questi il Movimento porta due membri della commissione che ha bocciato l’opera con l’analisi costi-benefici. La Lega “risponde” con una sua squadra in cui figura Pierluigi Coppola, l’unico di quella commissione a non firmare le conclusioni volute dal professor Marco Ponti. Dopo oltre tre ore i tecnici lasciano Palazzo Chigi. Le bocche sono cucite ma il confronto, a quanto si sottolinea, sarebbe stato costruttivo. Poi, però, il vertice entra nella sua fase più delicata, quella politica. Insieme a Conte, Di Maio, Salvini, Toninelli ci sono i due sottosegretari al Mit leghisti Armando Siri e Edoardo Rixi, il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli e il presidente della commissione Trasporti a Palazzo Madama Mauro Coltorti. Sulla fase più politica, a fine vertice, calerà un inusuale silenzio. I comunicatori interrompono i contatti. I vicepremier vanno via senza parlare.