Dichiarato inammissibile dal Tar Sicilia il ricorso presentato dai Comuni di Noto, Caltagirone, Militello in Val di Catania e dal Distretto Turistico del Sud-Est S.c.r.l. contro il Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione Siciliana, l’assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, l’assessorato Regionale dell’Ambiente e del Territorio, che l’8 Ottobre 2019 erano stati diffidati ad adottare provvedimenti amministrativi di sospensione dei permessi di ricerca siciliani “Fiume Tellaro” e “Case La Rocca” (rispettivamente della ex Panther Resources Corporation, ora “Maurel Et Prom Italia” S.r.l. e della “Irminio” S.r.l.)
A darne notizia è il Coordinamento nazionale No Triv.
I Comuni ed il Distretto Turistico del Sud-Est ritengono che debba essere applicata anche alla Sicilia la legge nazionale n. 12/2019, che dispone la sospensione dei permessi di ricerca in attesa dell’adozione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee, che dovrà avvenire entro il 13 agosto 2021.
Il Tar motiva la propria decisione con il fatto che ai fini della sua applicazione la legge 12/2019 non necessita di atti amministrativi, in quanto “legge provvedimento”.
Il Coordinamento nazionale No Triv invita, pertanto i Comuni e il Distretto Turistico del Sud-Est a ricorrere in appello per mettere in sicurezza i rispettivi territori “seriamente minacciati – afferma Francesco Masi, portavoce del Coordinamento – in una delle aree a maggiore vocazione turistica e culturale dell’intera Sicilia e d’Italia, dall’arrivo delle trivelle”.
Il coordinamento punta l’indice contro il ministro Patuanelli, che si è limitato a chiarire che “nell’art. 11/ter della Legge n.12/2019 non vi è accenno ad una estensione di tale norma alle regioni a statuto speciale”.
