I prodotti di acciaio e alluminio importati negli Usa “sono cosi’ tanti ed entrano in tali circostanze che minacciano di indebolire la sicurezza nazionale”: cosi’ Donald Trump, nel provvedimento in cui annuncia l’entrata in vigore dei dazi verso Europa, Messico e Canada, giustifica la decisione presa.
E pazienza se i Paesi colpiti sono i più stretti alleati e partner commerciali degli Stati Uniti, quelli storici. Inevitabile lo scontro tra le due sponde dell’Oceano, con reazioni durissime da Londra, Parigi, Berlino, che giudicano le decisioni della Casa Bianca “ingiustificate e pericolose”. L’ira dell’Unione europea è incontenibile, con misure di rappresaglia contro gli Usa già pronte ad essere messe in campo: non solo da parte di Bruxelles, ma anche da parte di Ottawa e Città del Messico. “Questo è protezionismo puro e semplice, inaccettabile”, tuona il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, che ha già nel cassetto un piano per colpire soprattutto prodotti simbolo del ‘made in Usa’, come i jeans Levi’s, le moto Harley-Davidson o il bourbon del Kentucky. Una rappresaglia che potrebbe costare agli Stati Uniti almeno 7,5 miliardi di dollari, con le prime tariffe europee che potrebbero scattare dal prossimo 20 giugno. “Risponderemo con tutti i mezzi a nostra disposizione”, ha affermato il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.
