Il presidente americano Donald Trump annuncerà la sua decisione sull’accordo sul clima di Parigi oggi alle 15 locali, ore 21 italiane. Lo annuncia lui stesso su Twitter. “Annuncerò la mia decisione sull’accordo di Parigi giovedì alle 3.00 pm. Al Giardino delle Rose della Casa Bianca. MAKE AMERICA GREAT AGAIN” twitta Trump. Intanto il sindaco di New York, Bill De Blasio, sfida il presidente Usa e assicura che la sua città rispetterà l’accordo di Parigi anche se Trump farà uscire gli Stati Uniti dall’intesa.
Juncker, Trump non comprende accordo Parigi su clima – Il presidente Donald Trump non “comprende” bene i termini dell’accordo sul clima di Parigi. Lo ha detto il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, in un incontro a Berlino sottolineando che i leader europei hanno cercato di spiegargli il processo, nel corso del G7 a Taormina, con “frasi semplici”. Il presidente americano pensa di poter ritirarsi “immediatamente” dall’accordo ma ci vorranno “tre o quattro anni anni per uscirne”, ha aggiunto.
Donald Trump avrebbe deciso il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo sul clima. Secondo indiscrezioni di diversi media americani, il presidente degli Stati Uniti è determinato a mantenere la sua promessa elettorale e, nonostante il pressing internazionale e le divisioni interne anche alla Casa Bianca, pare deciso ad ascoltare quelle voci che, alla minaccia del surriscaldamento globale, fanno prevalere le preoccupazioni dell’impatto sull’economia americana.
Trump non ha smentito né attaccato stavolta le ‘fonti’ anonime rimbalzate per tutta la giornata su siti e tv, intervenendo su Twitter solo per affermare che annuncerà presto la sua decisione. Da più parti si invita comunque ad un briciolo di cautela – il presidente può cambiare idea fino all’ultimo momento, è accaduto sul Nafta e potrebbe accadere con il Ttip – ma se la strada fosse davvero segnata, la svolta sarebbe epocale. Intanto ribalta quell’impegno che aveva visto gli Usa di Barack Obama in prima fila nella delicata costruzione di una rara intesa globale, sottoscritta a Parigi da 194 paesi e poi ratificata da 147. Poi conferma l’alto livello di impermeabilità di cui Trump è capace rispetto agli appelli dei partner internazionali, ribaditi pressoché all’unisono nei recenti incontri in Europa e al G7 di Taormina in particolare, che proprio su questo dossier ha dovuto ammettere la spaccatura tra i sette grandi con un risultato di ‘sei a uno’.
