Le autorità venezuelane hanno riferito di aver represso una rivolta compiuta da alcuni soldati nella base militare Forte Paramacay. Sette militari sono stati arrestati. A seguito dell’azione del gruppo dei militari, le autorità hanno “attivato piani di difesa e dispiegato truppe, in modo da garantire la sicurezza interna”, ha precisato il numero due del ‘chavismo’ Diosdado Cabello poco dopo aver annunciato che la ribellione guidata dal capitano Caguaripano era fallita.
E sale a due morti il bilancio delle persone uccise nella repressione. Un dirigente dell’opposizione ha poi perso la vita durante una manifestazione a Valencia. Si chiamava Ramon Rivas, aveva 51 anni e dirigeva il partito ‘Avanzada Progresista’. Secondo l’opposizione è stato ucciso dalla polizia ‘chavista’.
“Ci dichiariamo in legittima ribellione, più che mai uniti al coraggioso popolo del Venezuela, per disconoscere la tirannia assassina di Nicolas Maduro”: così avevano affermato i militari guidati dal capitano Juan Caguaripano che oggi all’alba si sono sollevati in una base venezuelana. L’obiettivo “dell’azione civica e militare” denominata ‘David Carabobo’, hanno precisato, “non è un golpe”, è “salvare il paese dalla distruzione totale per porre fine alle uccisioni dei nostri giovani e dei nostri familiari”.
“Una settimana fa abbiamo vinto con i voti, oggi è stato necessario vincere il terrorismo con le pallottole”: lo ha detto il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, nel suo primo commento sull’attacco sventato ad una base dello stato di Carabobo da parte di un gruppo di militari.
“Chiedo la massima pena per tutti gli autori del complotto di questo atto terroristico, non avranno alcun beneficio”, non importa se sono “civili o disertori. Il processo è già aperto”: lo ha detto il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, in un intervento tv riferendosi all’attacco di oggi a Valencia contro una base militare ‘bolivariana’.
