“Una vittoria importante la sentenza del Cga che ha respinto il ricorso di AM Group sulla mancata realizzazione di 71 villette nella zona delle mura Dionigiane, a Epipoli”.
Così l’esordio in conferenza stampa questa mattina degli esponenti del Comitato Parchi e di Legambiente, Corrado Giuliano, Paolo Tuttoilmondo, e i consulenti, Roberto De Benedicts, Giuseppe Ansaldi e Francesco Licini, oltre all’avv. Marilena Del Vecchio, che ha patrocinato la vicenda in primo grado.
“Una vittoria importante – hanno aggiunto – per la salvaguardia del sito archeologico e per le tasche dei siciliani, perché in considerazione della legittimità riconosciuta del diniego della Soprintendenza, viene a cadere anche la maxi richiesta di risarcimento, oltre 240 milioni di euro, che pendevano come una spada di Damocle sulla testa della Regione”.
E’ stato riconosciuto, come doveva essere, il vincolo che dal 1959 esisteva sull’intera area, vincolo che è prevalente sul Piano regolatore generale approvato dall’amministrazione comunale retta da Bufardeci nel 2005 e in via definitiva nel 2007.
E per celebrare l’importanza del risultato ottenuto, questa vittoria è stata dedicata a Ettore Di Giovanni, indimenticato paladino e difensore dell’integrità del territorio siracusano.
Sotto accusa da parte degli ambientalisti le passate decisioni del Cga molto discutibili, come quella di disporre nel 2015 un’ordinanza istruttoria con la quale chiedeva, tra le altre cose, la quantificazione del risarcimento, della quale nei gradi precedenti di giudizio non c’era traccia.
A questo proposito Corrado Giuliano ha preannunciato l’intenzione di raccogliere un dossier sull’operato del Cga da sottoporre al giudizio del Consiglio di presidenza di giustizia amministrativa. Ed è proprio sulle modalità di quantificazione del risarcimento seguite da parte del consulente, ing. Naso, che puntano gli ambientalisti: “Am Group avrebbe potuto edificare solo su 20 dei 114 ettari totali – spiega Roberto De Benedictis – visto che secondo l’accordo con il Comune i restanti terreni venivano ceduti a quest’ultimo per realizzare il parco archeologico. Invece, il consulente ha stimato un valore di 250 euro al metro quadrato (già di per se fuori mercato) per tutti i 114 gli ettari”.
Perplessità forti espresse anche sul ruolo tenuto dal Comune su questa intricata vicenda: “In primo grado – evidenziano gli ambientalisti – ha addirittura agito a sostegno della parte privata e negli gradi di giudizio si è evaporato”.
Rimane ancora da risolvere la questione della proprietà dei terreni ceduti al Comune da Am Group per poter edificare le villette. “Ci deve essere – ha concluso De Benedictis – un ripensamento e una modifica del Prg da parte del Comune, per realizzare in altro modo il Parco archeologico e si devono restituire quanto prima i terreni”.
