inquinamento

Codici, a Siracusa “puzza di progresso”

Associazione Codici, a Siracusa "puzza del progresso"

Si è aperto con un ringraziamento la conferenza stampa di questa mattina dell’Associazione Codici alla Procura per il lavoro svolto, e aver messo i sigilli alla Esso, Isab Nord e Sud a causa dell’alto inquinamento.
L’associazione Codici (Centro per i diritti del cittadino) ha, e aveva anche prima di quest’azione giudiziaria, in programma una serie di iniziative in favore dell’ambiente: la prima è quella di presentare un esposto integrativo per far sì che le indagini siano estese anche agli organi di controllo come Arpa e Asp per capire cosa è stato analizzato esattamente dalle centraline di controllo, dalle quali è poi uscito il rapporto della qualità dell’aria 2016 del Cipa (consorzio industria protezione ambiente).
L’obiettivo è capire se durante l’analisi i controlli sono stati fatti in maniera corretta, ed eventualmente accertare responsabilità.
Sarà anche avviata una class action per consentire ai cittadini di costituirsi parte civile e chiedere nell’eventualità in cui ci fossero i requisiti il risarcimento danni visto e considerato che i cittadini sono stati costretti a vivere in un ambiente inquinato, e quindi pessima qualità della vita, ed eventualmente danni anche per conseguenti patologie contratte.
La stessa associazione Codici si costituirà parte civile.
Fabio Granata ha spiegato che l’iniziativa nasce dall’allarme sociale lanciato dai cittadini e dalla paura di ammalarsi. “Non è vero che se le industrie chiudono la Sicilia non ha un futuro – ha detto Granata – E non si vuole che le industrie chiudono, ma si deve mirare a un cambio di politica industriale verso un comportamento più green garantendo una migliore qualità di vita. Questa potrebbe essere una grande possibilità per il territorio”.
Il tutto da inquadrare in un momento storico, quello corrente, dove conta di più la salute rispetto al posto di lavoro, e proprio per questo “si devono fare le bonifiche e mirare al green – ha continuato Granata – e si deve lavorare in prospettiva di futuro, che non ci può essere se ci si ammala”.

E’ stato affrontato anche il problema del prof. Sciacca, presidente Cipa e direttore del registro tumori. “Un grave conflitto di interessi che si può risolvere solo con il commissariamento immediato del registro tumori – spiega Granata che ha tutte le intenzioni di iscriversi nuovamente all’albo degli avvocati per sostenere la class action e dare una mano.
“Si tratta – ha concluso – di una vera e propria controffensiva culturale e sociale di questo territorio. Non c’è possibilità: o dentro o fuori. O le industrie cambiano direzione oppure dovranno chiudere, con dovuta bonifica e risarcimenti”.
Presenti questa mattina anche il Segretario Regionale del Codici Avv. Manfredi Zammataro, l’Avv. Mario Emanuele Campione dell’Ufficio Legale Regionale e il Dr. Massimiliano Scalisi componente del Centro Studi.