Si sono dati appuntamento questa mattina, davanti la sede del Tribunale di Siracusa, un gruppo di cittadini riuniti grazie a un gruppo social, mossi dall’unico motivo di voler dire “No” all’inquinamento industriale.
Nei gironi scorsi la Procura ha sequestrato parte degli stabilimenti Esso e Isab, ma i residenti continuano a lamentare puzze notturne. Allarmati, hanno deciso di non tacere più e di scendere in piazza ad urlare.
“Se dovessi morire di cancro sarebbe un omicidio” – si legge in qualche maglia dei manifestanti. L’accusa è chiara, mai velata.
Davanti al Palazzo di Giustizia la protesta è stata animata da un numero contenuto di persone, ma tutte determinate a non demordere. Paura, ansia e psicosi regnano in una città divisa in due: da una lato un consorzio che dichiara esatte le emissioni, dall’altro il sequestro della Procura.
