La polemica

Siracusa, musical “Mamma mia”: la risposta della Società di Storia Patria

Siracusa, musical "Mamma mia": la risposta della Società di Storia Patria

Non si spegne la polemica sollevata dal Comitato Ortigia Sostenibile sull’organizzazione del musical “Mamma mia”. Il vicepresidente della Società Siracusana di Storia Patria, Angelo Annino, replica alle “perplessità” mosse dal comitato a proposito del coinvolgimento della Società di Storia Patria nell’organizzazione dell’evento musicale.”La “missione” che vi siete imposta per la salvaguardia di Ortigia – scrive Annino – è giusta e sacrosanta, ma ogni battaglia, anche se giusta, deve osservare delle regole elementari e deve essere giustificata, non assurda ed insensata nel coinvolgere indiscriminatamente altri soggetti, come in questo caso.Quando è nato il Comitato Siracusa 2750, con il proposito di promuovere e organizzare iniziative di carattere storico ed artistico, avvenimenti teatrali, musicali, di costume e festeggiamenti in onore della nostra città – continua Annino – è stato chiesto anche alle associazioni culturali cittadine di farne parte. Con piacere sia la Società Siracusana di Storia Patria, che l’Associazione Amici dell’ INDA hanno aderito all’ iniziativa. Il nostro apporto al Comitato è stato e sarà solo di natura storica e culturale, lo dimostra la serie di conferenze organizzate a Palazzo Vermexio, per raccontare la storia di Siracusa dalle origini ai nostri giorni, conferenze e convegni dove ho riscontrata scarsa presenza degli “strenui” difensori della sacralità di Ortigia.
Come aderente al Comitato Siracusa 2750, la Società – conclude – non poteva esimersi dalla richiesta di diffondere anche ai Soci la notizia, credo dovuta, dell’evento “Mamma Mia”, musical famosissimo, che peraltro a mio giudizio e a giudizio delle migliaia di persone che vi hanno assistito è stato giudicato uno spettacolo di alto livello artistico e musicale che ha dato grande risalto alla nostra città, e che non ha certo rappresentato né un “Luna Park” né una friggitoria né una discoteca, avendo inoltre rispetto anche per gli orari e i decibel consentiti”.