Non si arresta la violenza tra le mura domestiche che troppo spesso vede coinvolte donne molto vicine al proprio aggressore. E’ successo di nuovo, ieri a Cassibile. Lei aveva l’unica colpa di aver dormito a casa del figlio, e tanto è bastato a far scattare l’ira del marito, il quale armato di un bastone l’ha picchiata con una tale violenza da far spezzare l’arma. Ma neanche la distruzione del bastone ha messo fine alle continue percosse sulla schiena di lei. E poi minacce, offese e denigrazioni. Questa la sintesi di quello che è stato solo uno di una lunga serie di episodi violenze subite dalla donne.
Una chiamata dei vicini di casa ai Carabinieri ha permesso la salvezza della donna dall’orco. Lui è un uomo di 61 anni che solo ieri è stato arrestato, dopo almeno un decennio di violenze inflitte tra le mura domestiche. Anche davanti ai Carabinieri l’uomo continuava a minacciare la donna, la quale ha raccontato di anni e anni di soprusi, offese, umiliazioni e violenze fisiche e psicologiche.
La donna, accompagnata in ospedale in forte stato di sofferenza ed agitazione, è stata riscontrata affetta da diverse ferite in svariate parti del corpo. Ma questa volte lei ha trovato la forza di denunciare.
Su casi di questo genere il Comandante Provinciale, Luigi Grasso, dichiara: “dobbiamo, coralmente, porre la massima attenzione verso questo gravissimo fenomeno; le violenze domestiche, verso le donne, verso i soggetti maggiormente vulnerabili, gli atti persecutori devono essere contrastati con ogni consentito impegno; l’Arma dei carabinieri farà il massimo. Le vittime devono avere la consapevolezza che uscire dalle spirali di soprusi è possibile e che le Istituzioni tutte sono pronte a non lasciarle sole”.
