Quanto volte abbiamo sentito “Il Comune avrebbe potuto risparmiare, ma non l’ha fatto”. E questo in riferimento ai più svariati argomenti: consiglieri per le partecipate, consulenze, costi per il personale e quant’altro. Tasto dolente per le amministrazioni locali sono i fitti passivi, cioè le locazioni di immobili privati che l’Ente utilizza per collocarvi uffici, scuole o altro ancora.
Il Comune di Siracusa, però, presenta ancora una volta una sorta di contraddizione: se da un lato in un anno risparmia 8 mila euro, passando da una spesa di 1.254.586 euro nel 2015 a quota 1.246.159 euro nel 2016, dall’altro non riesce a collocarsi tra i comuni capoluogo più virtuosi che hanno abbattuto i costi degli affitti sotto il milione.
A dirlo è la Banca dati Siope, il sito del sistema informativo delle operazioni degli Enti pubblici. Comunque, nel complesso, la Sicilia sta andando nella direzione del risparmio. Infatti si riscontra un sensibile ridimensionamento di questa voce di spesa, passata dai 17.308.326 euro del 2015 agli 11.548.730 euro dello scorso anno. La parte del leone è giocata dal Comune del Palermo, che nel 2016, alla voce locazioni, ha fatto segnare uscite pari a 6.393.031 euro (contro i quasi 8 milioni di euro del 2015). Seguono Catania (che nel 2016 ha ridotto a 1.747.109 euro i quasi 4 milioni di euro dell’anno precedente) e Messina (1.450.350 euro nel 2016 e poco più di 3 milioni di euro nel 2015). Poi ci sono tutti gli altri, che l’anno scorso non hanno superato la spesa del milione di euro: in classifica si piazzano, dal quinto al nono posto, Ragusa (200.111 euro), Agrigento (196.809 euro), Caltanissetta (194.401 euro), Trapani (91.813 euro) ed Enna (27.947). Per tutti è doveroso segnalare un ridimensionamento di questa voce di spesa rispetto all’anno precedente. L’unica eccezione è rappresentata dal Comune di Trapani, che nel 2015 aveva speso soltanto 74.032 euro.
