Consuntivo Cgil, Cisl, Uil

Sindacato unitario: “La provincia di Siracusa pronta a ripartire”

Sindacato unitario. "Siracusa con tante ferite aperte ma pronta a ripartire"

La contrazione pesante dell’occupazione, il disastro della ex Provincia regionale di Siracusa, gli “scippi” della Port Authority e della Camera di Commercio: sono queste le ferite aperte della provincia di Siracusa, evidenziate oggi da Cgil, Cisl e Uil durante la conferenza stampa di consuntivo di fine anno.

Ferite che bruciano sulla pelle di tutti. In primis la disoccupazione che nel solo settore industriale conta la perdita di quasi 4.000 posti di lavoro fra diretti e indotto e che tra i giovani schizza oltre il 60%. Numeri che in provincia fa crescere paurosamente l’allarme povertà con una famiglia su due in gravi difficoltà economiche.
Questi i numeri nudi e crudi forniti dai segretario generali, Roberto Alosi, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò, che, però, hanno anche tracciato le priorità d’azione del sindacato per il 2018 “perché – affermano – non possiamo più accettare che questa provincia venga sacrificata sull’altare di equilibri politici che pensano di accentrare ogni cosa nelle realtà metropolitane della Sicilia”. Ecco allora che, nel segno dell’unità e della sinergia, vengono indicate le azioni da intraprendere: sul fronte delle infrastrutture le priorità rimangono il completamento della Rosolini-Modica e la Ragusa-Catania, che per larga parte attraversa il territorio nord della provincia, una seria politica industriale e ambientale per le quali chiedere e ottenere l’impegno della deputazione e del Governo regionale.

Non tutto è perduto per i tre segretari di Cgil Cisl e Uil: “La nostra agricoltura, con l’indotto enogastronomico, è ormai una certezza e una eccellenza riconosciuta ovunque. La nostra zona industriale e metalmeccanica resta tra le più importanti d’Europa. Il patrimonio storico, paesaggistico e culturale è una miniera a cielo aperto per il grande mercato turistico.
Tocca adesso ad ognuno di noi. Il sindacato unitario c’è già e continuerà a lottare e farsi portavoce perché si dia un cambio di marcia definitivo.
Tocca alla politica, alle istituzioni, con tutti i sindaci in testa, alle imprese e alle organizzazioni che le rappresentano, mettere in campo tutta la forza possibile per ridare un ruolo a Siracusa e sostenere così una ripresa assolutamente possibile”.