Sono passati tre anni da quell’orribile 19 gennaio. Tre anni da quando la giovane Eligia Ardita perse la vita, e insieme a lei anche la piccolina che portava in grembo. Tre lunghi anni di lacrime, dispiaceri, interrogativi e sedute in Tribunale per una ferita ancora aperta.
SiracusaPost, per fare il punto della situazione, ha intervistato il padre di Eligia, Agatino Ardita.
Quello di Eligia, ad oggi, è un omicidio senza colpevoli?
Il processo – dice – ancora è in corso, ma il colpevole per la famiglia e per la Procura di Siracusa è Christian Leonardi, colui che all’epoca dei fatti era il marito di mia figlia. Christian attualmente è in carcere in attesa di giudizio. Fino ad oggi tutte le indagini conducono a una sola risoluzione: la colpevolezza dell’uomo. Eligia è stata colpita alla testa ed è morta soffocata. Se lui avesse chiamato immediatamente i soccorsi almeno la piccolina si sarebbe salvata e oggi avrebbe tre anni.
Si sarebbe aspettato qualcosa di più da parte della giustizia?
Sì, mi sarei aspettato tempi più brevi. Ogni seduta in Aula, ogni audizione, significa per me e per tutta la famiglia, riaprire una ferita che fa ancora male. Questa cosa ci sta distruggendo. Non solo. Dopo tre anni ci sono ancora troppi punti interrogativi sui fatti di quella sera. Ad esempio, ad oggi non sappiamo se Eligia fu trovata morta o viva. I medici del 118 dicono di averla trovata già senza vita, ma non abbiamo certezza. I colpi in testa sono stati accidentali o inflitti dal compagno? Ancora troppi punti oscuri
Lei ha più volte puntato il dito contro Christian Leonardi.
Sì. I suoi comportamenti, le perizie, l’autopsia: tutto mi porta a condannare Christian. Lui quella sera uccise mia figlia, e non le portò rispetto neanche dopo la morte. Un episodio tra tanti: dopo il funerale, lui andò subito a una festa di battesimo con un sanguefreddo e un distacco dai fatti accaduti incredibile. Ne racconto un altro: il giorno della tumulazione di Eligia, lui arrivò in ritardo perchè invece di stare accanto al corpo senza vita di mia figlia, andò tranquillamente in banca per sbrigare commissioni finanziarie
Quando è stata fissata la prossima udienza?
Il 24 gennaio. Da ora in poi si procederà con una convocazione in Aula a settimana
In fondo a questo tunnel, durato già tre anni, cosa vede?
Io sono convinto che la giustizia trionferà. Anche perchè fino ad adesso tutto sta procedendo verso un’unica direzione
Vuole aggiungere qualche altra cosa a questa intervista?
Sì. Lo dico e lo ripeto da tempo: Christian non gode dell’assistenza gratuita degli avvocati, ma è assistito da professionisti che vengono da fuori Sicilia. Lui è in carcere e la famiglia non è ricca. Chi paga questi avvocati? Se il movente si nascondesse dietro questo fatto?
