Il Val di Noto, una cordata di 8 Comuni con Noto capofila e di cui fa parte anche Siracusa, escluso dal gruppo delle dieci città che concorreranno al titolo di Capitale italiana della Cultura 2020.
A contendersi il titolo, come ha reso noto il Ministero dei Beni culturali, saranno Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso che sono arrivate in finale superando le altre 21 candidate. La città vincitrice del bando potrà rappresentare per un anno la nuova offerta culturale e turistica nazionale, attuando il proprio progetto grazie al contributo statale di un milione di euro.
Val di Noto dunque sconfitta: eppure c’erano tutti i presupposti per arrivare in alto. Era stato preparato un progetto e un dossier che prevedeva 4 linee guida, patrimonio immateriale, connessioni, resilienza e avanguardia, cittadinanza e partecipazione. Ed era stato realizzato anche un manifesto culturale, già firmato da artisti, attori, giornalisti e personaggi del mondo della moda come Roberto Andò, Pippo Baudo, Ray Bondin, Pietrangelo Buttafuoco, Carlo Degli Esposti, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, Roberto Gervaso, Peppe Fiorello, Moni Ovadia, Galatea Ranzi, Vittorio Sgarbi, Andrea Tidona, Luca Ward e Luca Zingaretti. A nulla è valso aver messo insieme 3 provincie (Catania, Siracusa e Ragusa), tre Soprintendenze, 3 siti Unesco (Etna, Siracusa e Necropoli di Pantalica) e Città tardo barocche del Val di Noto.
Forte rammarico viene espresso dai consiglieri Salvo Sorbello e Cetty Vinci: “Un vero peccato non essere riusciti, ancora una volta, a far valere in campo nazionale la valenza culturale della nostra zona che certamente avrebbe meritato di aggiudicarsi il titolo che mira a valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, in un’ottica di coesione sociale, integrazione senza conflitti, creatività, innovazione e sviluppo economico”.
