Al Nord si vive di più, al Sud si vive di meno: in Italia la speranza di vita cambia in base al Comune di residenza. Sembra assurdo, eppure questa è la denuncia dell’Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, progetto nato e che ha sede a Roma presso l’Università Cattolica.
In generale, la maggiore sopravvivenza si registra nelle regioni del Nord-Est, dove la speranza di vita per gli uomini è 81,2 anni e per le donne 85,6; decisamente inferiore nelle regioni del Mezzogiorno, nelle quali si attesta a 79,8 anni per gli uomini e 84,1 per le donne.
A Siracusa la speranza di vita è inferiore alla media nazionale di 1,4 anni. Un dato inquietante che lo diventa ancora di più se si pensa che la sopravvivenza cala per tutti coloro che vivono in Sicilia. Altro dato negativo è quello registrato a Caltanissetta, dove la speranza di vita è inferiore rispetto alla media nazionale di 1,6 anni.
In realtà, allargando il quadro, tutti coloro che vivono nel Mezzogiorno sono i più sfortunati.
Scendendo nel dettaglio territoriale, il dato sulla sopravvivenza mette in luce l’enorme svantaggio delle province di Caserta e Napoli che hanno una speranza di vita di oltre 2 anni inferiore a quella nazionale.
Le Province più longeve sono quelle di Firenze, con 84,1 anni di aspettativa di vita, 1,3 anni in più della media nazionale, seguite da Monza e Treviso con poco più di un anno di vantaggio su un italiano medio.
Tra i fattori che determinano questo squilibrio tra Nord e Sud, lo stile di vita ma anche i servizi sanitari.
