Paolo Borrometi, direttore de La Spia, impegnato da anni nella denuncia, attraverso diverse inchieste giornalistiche, sui gruppi criminali che a Siracusa gestiscono il traffico e lo spaccio di droga, interviene sull’operazione di oggi dei Carabinieri con un post sulla sua pagina facebook.
Un posto che, in realtà, è una lettera ai siracusani.
Un esordio che, come sempre, è a sostegno dell’operato delle forze dell’ordine: “Vorrei che fosse ben chiara la “lezione” di oggi per tutti noi: la Giustizia c’è e le Forze dell’ordine di Siracusa fanno indagini serie e rigorose”.
Subito dopo il riferimento chiaro a Francesco Capodieci, che allo stato risulta tra i sei irreperibili del blitz: “Tempo fa – scrive Borrometi – Capodieci mi sfidò, insultò e minacciò per colpa dei miei articoli d’inchiesta. Arrivò persino a scrivere un post pubblico sul gruppo di Facebook più seguito di Siracusa. Purtroppo, lo ricordo bene, furono centinaia le persone che alle sue parole aggiunsero il “like” (o “mi piace”, detto all’italiana). Lui concludeva quel post dicendo che se avessi avuto ragione io, lui si sarebbe consegnato alla Giustizia, a “testa alta”. Bene, oggi la Giustizia ha bussato alla sua porta per arrestarlo e lui? E’ scappato”.
Borrometi che vive da anni sotto scorta a causa delle tante minacce di morte ricevute da clan siracusani e ragusani, coglie l’occasione, ancora una volta, per invitare tutti a denunciare: “Non sono invincibili, come avete visto oggi, chi sbaglia paga e anche Capodieci sarà trovato e condotto in una comoda cella.
Devono capire che il loro tempo è finito e questa riscossa, care amiche e cari amici siracusani, dipende da Voi.
Facciamo squadra, è il “noi” che vince. Ognuno con il proprio lavoro, con il proprio impegno quotidiano, se volete liberare la Vostra Terra dalla mafia.
Perché Voi Volete liberare la Vostra Terra dalla mafia, vero?”
