L’Inps di Siracusa condannato dal Tribunale, Sezione Lavoro, ad accreditare le maggiorazioni amianto in favore di un lavoratore del petrolchimico di Priolo, che così può essere collocato in prepensionamento. Il giudice ha, dunque, accolto le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni.
“Mi chiedo – dichiara Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto – come sia possibile che ancora oggi l’Inps neghi la presenza di amianto nel petrolchimico di Priolo e il giusto riconoscimento del prepensionamento e dell’aumento della pensione per i lavoratori coinvolti. Attiveremo – continua – anche un’azione di risarcimento a carico dell’Istituto di previdenza che, rigettando le domande di accredito delle maggiorazioni amianto dei lavoratori, di fatto ha violato una legge dello Stato”.
“Chiediamo – aggiunge Calogero Vicario, coordinatore Ona Sicilia – che ci sia un atto di indirizzo ministeriale che sani questa discriminazione in danno dei lavoratori siciliani, costretti ogni volta a fare causa per avere la tutela dei loro diritti”.
“I lavoratori esposti e vittime dell’amianto – rincara la dose Pippo Gianni, componente del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale dell’Ona – debbono avere il riconoscimento dei loro diritti, primi tra tutti il prepensionamento e comunque i benefici amianto ex art. 13 comma 8 L. 257/92, oltre all’istituzione del centro di riferimento regionale per la cura delle patologie asbesto correlate presso l’ospedale Muscatello di Augusta”.
Fabio La Ferla, il cui padre è morto per patologia asbesto correlata – mesotelioma – e componente del comitato tecnico Ona Sicilia, è tra i promotori della manifestazione che si farà a Palermo per ottenere giustizia “rispetto – afferma – a quelle imprese che, appartenenti allo Stato, fanno utile in Sicilia e il PIL lo fanno risultare in Lombardia o nel Lazio, importando da noi veleni, morte e cancri”.
