Giuseppe Alicata è colpevole di omicidio colposo, e per questo è condannato a due anni di reclusione, più il pagamento delle spese processuali quantificate in 6mila euro, e un risarcimento danni alla famiglia della vittima.
Si chiude così, dopo sette anni, il processo Stefano Biondo, un “bambino speciale” al quale tutta la città di Siracusa si è affezionata, anche grazie alla sorella, Rossana La Monica, che è riuscita a tenerne viva la memoria.
Stefano entra in Tso nel 2008, e poi successivamente viene trasferito in una comunità alloggio dove poi è morto.
A raccontare gli attimi di paura di quel maledetto 25 gennaio è la sorella, che in una vecchia dichiarazione rilasciata a SiracusaPost spiegava: “Stefano è stato schiacciato a terra e l’infermiere gli stringeva il braccio attorno al collo in una morsa. Quando sono arrivata nella struttura, ho visto mio fratello legato a terra. L’ho slegato, spogliato, ho fatto il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. Ma Stefano non c’era più”.
Questa mattina al Tribunale di Siracusa, il giudice ha annunciato la sentenza. Giuseppe Alicata, l’infermiere della struttura sanitaria che accoglieva Stefano, è colpevole. Sulla parola “colpevole” la tensione che si respirava in Aula, da parte della famiglia e degli amici di Stefano, si è sciolta, al tal punto da sfociare in un pianto liberatorio della sorella.
“Il giudice ha soddisfatto le aspettative – commenta l’avvocato Lo Vecchio – Stefano è deceduto per una rilevante negligenza”.
