I residenti di Siracusa, da oggi in poi, avranno maggiori garanzie nel rispetto dei diritti della persona. In quest’ottica la Giunta del Comune di Siracusa ha deliberato l’approvazione del registro per il biotestamento e quello per la bigenitorialità.
Questa mattina in conferenza stampa ne hanno parlato gli assessori alle Politiche sociali e ai Servizi demografici, Giovanni Sallicano e Dario Tota.
Con il registro per il biotestamento, i residenti nel comune di Siracusa potranno scegliere a quali trattamenti sanitari vogliono sottoporsi o meno, evitare l’accanimento terapeutico, interrompere l’alimentazione e l’idratazione artificiale e altro.
“Siamo tra i primi comuni in Italia – ha spiegato Sallicano – che istituiscono questo registro. Per iscriversi al registro bisogna sottoscrivere le Dat (le disposizioni anticipate di trattamento)”. Per farlo, con questa misura, il cittadino non dovrà spendere un centesimo, perchè non c’è bisogno della presenza del notaio, ma basta rivolgersi agli uffici dello Stato Civile.
E’ del consiglio comunale, invece, l’approvazione del registro della bigenitorialità. “Si è messo al centro dell’attenzione il minore – ha spiegato Tota – visto e considerato che la responsabilità della crescita del minore è a carico di entrambi i genitori. E’ un argomento molto delicato, ma con questo regolamento abbiamo voluto lanciare un messaggio di pieni diritti a entrambi i genitori”.
Il registro è valido nel caso in cui, quindi, a una coppia fosse stato approvato l’affidamento condiviso del minore. Entrambi avranno pari peso nella vita del minore.
Contrario all’istituzione del registro della bigenitorialità il consigliere comunale Salvo Sorbello, il quale dichiara: “Non ho votato a favore dell’istituzione del Registro della bigenitorialità perché condivido le perplessità già manifestate in molti altri Comuni che hanno bocciato la proposta. – continua – Il Garante per l’infanzia e l’adolescenza di un’importante regione del nord non ha ad esempio rilasciato il suo assenso per un registro che non guarda molto ai minori coinvolti, per “i quali ai fini pratici non cambia molto”. Il rischio è quello di contribuire a cristallizzare una situazione di conflittualità tra i genitori, mentre sarebbe importante, anche grazie alla mediazione familiare, che i figli, invece di essere coinvolti in ulteriori, possibili momenti di contrasto, potessero godere, per quanto possibile, non di una doppia, separata responsabilità genitoriale (bigenitoriale, appunto) ma di dinamiche interattive dei genitori con loro. – conclude – Occorrerà quindi vigilare nelle fasi successive, per poter intervenire tempestivamente, sempre nell’interesse primario dei figli”.
