Il gran lavoro svolto nell’arco degli ultimi due anni e mezzo per ridurre le molestie olfattive e migliorare la qualità dell’aria a Siracusa è stato completato. Il Comune dal 2015 è entrato a far parte della commissione istruttoria per le Aia allo stabilimento Isab di Priolo e si ritiene estremamente soddisfatto per i risultati ottenuti.
Grande soddisfazione viene espressa dal sindaco Giancarlo Garozzo: “I miglioramenti che deriveranno dalle nuove prrescrizioni – afferma – porteranno a miglioramenti della qualità dell’aria per garantire la salute dei cittadini e un minor impatto sul territorio”.
“Abbiamo analizzato il ciclo di produzione, gli impianti, i rapporti sulla qualità dell’aria di Arpa e Provincia – riferisce l’assessore all’A>mpiente Pierpaolo Coppa – e basandoci sulle Bat assunte dalla Commissione europea nel 2014, abbiamo adottato le prescrizioni , che riguardano le emissioni convogliate, quelle diffuse e quelle fuggitive. Non solo – continua – abbiamo adottato autorizzazioni che riguardano non solo le emissioni, ma tutto ciò che ha matrice ambientale e quindi oltre l’aria, anche l’acqua e i rifiuti. Molte prescrizioni – conclude – dovranno essere operative entro il 2018, le altre entro il 2020 e tutte insieme saranno in vigore per i prossimi 12 anni”.
Le cosiddette “puzze” non spariranno, come precisa l’ex esperto del Comune, Giuseppe Raimondo, attuale assessore alla mobilità, ma saranno ridotte del 20%: “Riteniamo importante – afferma – aver ottenuto l’installazione di un impianto di recupero dei vapori sui serbatoi a tetto fisso, cosicché le emissioni potranno essere convogliate e trattate; così come è altrettanto importante – continua – aver eliminato la “bolla di sito”, introducendo al suo posto un limite puntuale per ogni singolo impianto in base alla portata e il monitoraggio in tempo reale di tutti i camini”.
Ribadita ancora una volta l’assenza di un piano regionale sulla qualità dell’aria ed espresso l’auspicio che questa strada sia seguita anche dagli altri impianti che, insieme all’Isab fanno parte del petrolchimico siracusano. Isab avrà adesso 60 giorni di tempo per accettare le prescrizioni, definite “più precettive” di quelle disposte dalla Procura dopo il sequestro di 3 impianti a luglio 2017, o presentare ricorso.
