Nessuna riduzione dei dipendenti e prosecuzione, pur tra tante difficoltà, dei servizi forniti fino ad ora.
La commissaria della ex Provincia regionale di Siracusa, Carmela Floreno, affiancata dal segretario generale Alberto D’Arrigo e dal Ragionere capo, Antonio Cappuccio, getta acqua sul fuoco dopo l’ avvio della procedura per la dichiarazione di dissesto dell’Ente “resa inevitabile per l’ammontare del debito pregresso non più sanabile con le risorse di questo periodo”.
Un passivo al momento quantificato in 160 milioni, ma che è destinato inevitabilmente a salire. L’esatto ammontare sarà stabilito dalla Commissione nominata dal Ministero dell’Interno che si occuperà di liquidare i debiti ai creditori, ovviamente in percentuale.
“L’Ente – sottolinea la commissaria – dovrà essere aiutato economicamente dallo Stato e dalla Regione, ecco perché abbiamo illustrato la situazione anche ai deputati nazionali e regionali di questa provincia, che dovranno adoperarsi per questo. La componente politica dovrà trovare la soluzione sul prelievo forzoso o dovranno scegliere di erogare un contributo straordinario”.
Ma i problemi sono anche altri: bisognerà trovare le risorse per gli stipendi del personale, si deve lavorare sul rinnovo del contratto con la partecipata Siracusa Risorse e si devono trovare i fondi per continuare a gestire servizi come le scuole e le strade.
E se la dichiarazione di dissesto riguarda la situazione economico-finanziaria a tutto il 2017, dubbi pesanti come macigni pendono anche sul 2018 e sul 2019: analizzando le spese dell’Ente che ammontano ogni anno a circa 30 milioni di euro e confrontandole con le entrate, pari a neanche 14 milioni, è evidente che se non si risolverà il problema finanziario delle ex Province siciliane anche il 2018 e gli anni a seguire dovranno essere recuperati con contributi straordinari della Regione, come già accaduto nel 2016 e nel 2017.
