in contrada Carrozzieri

Siracusa, due furti nella casa in cui morì Licia Gioia

Siracusa, due furti a distanza di un paio di mesi nella casa in cui morì Licia Gioia

E’ ancora sotto sequestro la casa in cui il sottufficiale dei Carabinieri Licia Gioia è morta il 28 febbraio del 2017. Il marito, il poliziotto Francesco Ferrari, è indagato per omicidio colposo e, oltre a non darsi pace per la tragedia che è accaduta e per la quale continua a protestarsi innocente, sta assistendo impotente ad azioni predatorie messe in atto nella villetta in cui la coppia viveva in contrada Carrozzieri.
“Negli ultimi due mesi – ci racconta con denunce alla mano – si sono verificati due furti: il primo il 16 marzo quando due balordi hanno forzato il cancello automatico e hanno portato via una ringhiera di ferro. I due malviventi sono stati poco dopo bloccati da personale delle Volanti della Polizia e denunciati. L’8 maggio un nuovo furto – continua – questa volta hanno portato via la caldaia, hanno forzato la porta della casetta di legno dove sono custoditi vari attrezzi e ne hanno portato via alcuni. Quello che temo adesso è che possano entrare in casa”.
La villetta è, ovviamente, stata oggetto di accertamenti di vario genere da parte di periti, consulenti e anche del Ris dei Carabinieri allo scopo ai acquisire ogni elemento utile per ricostruire quanto accaduto nella notte della morte di Licia Gioia e su questo Ferrari è stato il primo a dirsi d’accordo:
“Voglio che sia fatto tutto quanto è necessario per accertare la verità – riferisce anche a noi – ma da luglio 2017 in quella casa non è stato più fatto alcun accertamento. Con il mio difensore abbiamo più di una volta avanzato richiesta di dissequestro, ma è stata respinta”.
Tornare in quella casa, insieme al figlio, ci fa capire chiaramente Ferrari, è anche un modo per far tornare il ragazzo alla vita di prima, alla loro quotidianità, al loro vivere insieme come prima.
Sul fronte giudiziario, intanto, dopo l’udienza dell’incidente probatorio dell’11 dicembre 2017, nel corso della quale i periti del Gip, Plebe e Compagnini, nella loro ricostruzione dei fatti, hanno avvalorato la versione fornita da Ferrari, si attendono le decisioni del Pm, Di Mauro.
Probabilmente prima dell’estate si saprà se la posizione di Ferrari sarà archiviata o se, invece, l’uomo sarà rinviato a giudizio.