Vedere gli spostamenti del consigliere Tony Bonafede era impossibile per una questione di spazi e visuale all’interno del Porto di Pozzallo. E’ questa la tesi sostenuta dal consulente nominato di parte, ascoltato in udienza martedì scorso al Tribunale di Ragusa.
Si tratta di una terza perizia: la prima fatta dal perito di parte nei mesi scorsi, la seconda fatta a marzo dal consulente tecnico di ufficio nominato dal Tribunale, e infine quella martedì, frutto di una contro perizia di parte.
Come si ricorda, il consigliere è stato sorpreso nell’aprile del 2016 insieme ad altre due persone, Salvatore Mauceri e Antonio Genova, pronte all’imbarco per Malta con 20 chili di droga nei bagagli. I due stanno scontando la pena, ma Bonafede, che si è sempre dichiarato innocente, sta continuando il suo processo difeso dagli avvocati Giambattista Rizza e Giuseppe Caruso.
Un altro tassello a favore della difesa di Bonafede, sostiene l’avvocato Caruso. Quei 35 metri dal punto dell’osservazione degli agenti di Polizia sarebbero l’ago della bilancia in questo difficile processo, perchè avrebbero reso impossibile la visuale e quindi lo scambio di bagagli fra i tre.
Secondo il consulente di parte e il consulente tecnico di ufficio nominato dal Giudice, ci sarebbero dei punti del Porto, fondamentali per le indagini, che risulterebbero ciechi dal casotto di osservazione della Polizia (uno tra tutti il bar).
All’udienza del 22 maggio 2018 è stato nuovamente escusso il consulente tecnico della difesa il quale, dopo essere già stato sentito dal Collegio qualche mese fa, ha, su domanda delle parti, puntualizzato alcuni aspetti di dubbio che erano contenuti nell’elaborato del perito nominato dal Tribunale. – ha dichiarato l’avvocato Caruso a SiracusaPost – Tali chiarimenti rappresentano, in punto di fatto, ulteriori tasselli in merito alla estraneità del Bonafede in relazione ai fatti che gli sono contestati
Si torna in Aula a settembre, quando saranno ascoltati Mauceri e Genova.
