la vicenda arriva a roma

Siracusa Pride, la Digos fa rimuovere lo striscione contro Salvini. Monica Cirinnà firma un’interrogazione parlamentare

Siracusa Pride, lo striscione contro Salvini non va bene: la Digos lo fa togliere. Monica Cirinnà firma un'interrogazione parlamentare

Quello striscione non va bene, quello striscione contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini non va bene e allora la Digos lo fa togliere. E’ successo lo scorso sabato pomeriggio, durante il coloratissimo corteo del Siracusa Pride 2018 per le vie di Ortigia.
La vicenda non è certo passata inosservata, nè dagli organizzatori dell’evento, nè da chi partecipava al corteo. Ancor di più, la vicenda è approdata a Roma, a Palazzo Chigi. Tanto che la senatrice Monica Cirinnà, da sempre in prima linea per i diritti della comunità Glbt, ha firmato un’interrogazione parlamentare urgente rivolta proprio al ministro Salvini perché faccia sapere “cosa intende fare per garantire la sicurezza dei cittadini, l’ordine pubblico e la libertà d’espressione: tutto va in direzione assolutamente opposta”.
A firmare l’interrogazione, subito dopo la Cirinnà, anche altri 28 senatori del Pd: Cerno, Malpezzi, Fedeli, Vattuone, Patriarca, Comincini, Bini, Cucca, Stefano, Rampi, Bellanova, Miti, Misiani, Grimani, Alfieri, Rossomando, Astorre, D’Alfonso, Magorno, D’Arienzo, Giacobbe, Marino, Ginetti, Manca, Ferrazzi, Iori, Verducci.
Quello di Siracusa non è stato un episodio unico, ma altri se ne sono verificati nel resto d’Italia.

“Troppe volte, in troppo pochi giorni, ai manifestanti – scrive Monica Cirinnà su Facebook – è stato impedito di esprimere il proprio dissenso nei confronti del Governo; troppe espressioni di odio sono state tollerate, anche da parte di singoli esponenti delle forze di polizia (che così hanno infangato la loro stessa divisa, garanzia di sicurezza, nella protezione e nel rispetto dei diritti e delle libertà costituzionali); si sono posti in essere inaccettabili tentativi di mettere il bavaglio alla libera stampa. Aspetto una risposta, lo ripeto, nel segno della Costituzione, della libertà, dell’eguaglianza”