Grande soddisfazione è stata espressa da Paolo Borrometi subito dopo la lettura della sentenza. Queste le sue prime parole a SiracusaPost.it:
“Oggi penso sia stata scritta una meravigliosa pagina di Giustizia. In un territorio dove le denunce scarseggiano, la sentenza odierna dimostra che denunciare conviene.
Quando Francesco De Carolis, pluripregiudicato e fratello del boss di Siracusa, Luciano (detto Ciano u nano), a seguito di alcuni miei articoli d’inchiesta sulla mafia a Siracusa e sulle loro attività mafiose, mi aveva minacciato di morte con un audio le cui parole facevano rabbrividire, io denunciai subito ed accanto ho immediatamente trovato le Forze dell’Ordine e la Magistratura di Catania.
A poche settimane da quelle drammatiche intercettazioni in cui il clan di Pachino organizzava un attentato con un’autobomba nei confronti miei e della mia scorta, penso sia la risposta più importante.
Ho sognato sin da piccolo di fare il giornalista, mai avrei pensato che per farlo avrei dovuto vivere sotto scorta e con cinque condanne a morte da clan ragusani e siracusani. Penso, però, che oggi tanta sofferenza e tanta paura sia stata lenita.
Lo so che oggi è una tappa, che ci saranno ancora tanti momenti difficili e di grande paura. So che “cosa nostra” non lascia inevase le proprie condanne a morte.
Ma il mio sorriso, quello che avrebbero voluto farmi perdere, seppur stanco, è ancora presente così come la voglia di mettere in luce gli affari mafiosi dei clan che, fra Ragusa e Siracusa, vorrebbero togliere il futuro a tutti noi”.
