E’ un caso, quello della morte di Nadia Pulvirenti, ancora tutto aperto. Nadia, 25enne con occhi chiari e sorriso smagliante, che ha perso la vita sul posto di lavoro, uccisa da un suo paziente. Lo scorso maggio la sentenza shock del gup del tribunale di Brescia che aveva assolto il suo assassinio, Abderrhaim El Mouckhtari, 54enne marocchino perchè incapace di intendere e di volere.
Il delitto è avvenuto all’interno della Cascina Clarabella di Iseo, nel Bresciano, dove lo straniero era ospite in uno degli appartamenti della struttura per la riabilitazione di persone con disabilità fisica e psichica.
Il gup, Alessandra Di Fazio, ha inoltre ritenuto il marocchino socialmente pericoloso e ha disposto il suo ricovero in una Rems per la durata di dieci anni.
A poche settimane di distanza dalla sentenza spunta un secondo filone di indagini. La Procura di Brescia ha aperto un fascicolo parallelo nei confronti di sette tra medici e responsabili della struttura di recupero. Concorso colposo in un reato doloso è l’ipotesi di reato contestata dal sostituto procuratore Erica Battaglia che alla fine dell’estate, una volta terminati gli ultimi accertamenti, dovrebbe chiudere le indagini.
