“Istituire in via definitiva il Parco archeologico di Siracusa, racchiudendo in un unico sistema al suo interno il Parco della Neapolis e le Mura Dionigiane”.
Questo, secondo Legambiente Siracusa, deve essere il prossimo obiettivo dell’amministrazione comunale attraverso la richiesta inoltrata all’Assessore Tusa sul completamento dell’iter istitutivo del parco, già perimetrato dal 2014 e che va dal Castello Eurialo alle Latomie dei Capuccini, dall’acquedotto Galermi alla Tonnara di Santa Panagia, passando per la Scala Greca di Targia, riprendendo il disegno dell’antica città greca.
“Gli esiti della vicenda giudiziaria e amministrativa di Open Land – spiega l’associazione ambientalista – riaprono prospettive positive per la tutela dell’Epipoli e l’unico modo per dare un assetto di tutela e fruizione sostenibile a queste aree non può che essere l’istituzione definitiva del Parco Archeologico che rappresenta una grande rivoluzione culturale in cui il paesaggio ed il patrimonio storico e artistico, vengono non soltanto difesi dalla cementificazione selvaggia, ma anche posti al centro di un nuovo modello di sviluppo economico. Il parco – aggiunge Legambiente – consentirebbe la gestione autonoma delle aree non solo sotto il profilo scientifico ma anche organizzativo, amministrativo e finanziario”.”.
E proprio grazie alle risorse economiche che il Comune di Siracusa potrà recuperare dall’esito delle vicende amministrative da Openland, Legambiente suggerisce di destinare una parte consistente delle risorse economiche proprio “per attrezzare in maniera adeguata il parco facendone uno strumento di crescita culturale e sociale per la città e agevolandone la fruizione turistica”.
