sanità

Siracusa, l’Asp lancia un modello organizzativo dipartimentale con 9 direttori e 2 coordinatori

Siracusa, l'Asp lancia un modello organizzativo dipartimentale con 9 direttori e 2 coordinatori

Nuovo assetto organizzativo dipartimentale per la gestione operativa dell’Asp della provincia di Siracusa: i 9 direttori e i due coordinatori direttori sono stati presentati oggi ufficialmente dal direttore generale facente funzioni, Alselmo Madeddu.
I Dipartimenti sono strutture costituite da una pluralità di unità operative raggruppate in base ad omogeneità, affinità o complementarietà al fine di dare risposte migliorative alle richieste degli utenti e che nell’ottica aziendale vanno nella direzione dell’ottimizzazione delle risorse, evitando doppioni o sprechi.

“Consegneremo nelle mani del futuro direttore generale – ha detto Madeddu – una struttura che ha tutte le caratteristiche di un’azienda moderna ed efficiente”.

Il primo blocco di nomine, fatte su base fiduciaria, nelle scorse settimane, ha riguardato: Giuseppe Caruso per il Dipartimento Transmurale del Farmaco, Franco Ingala per il Dipartimento delle Attività Accreditate Ospedaliere residenziali e semiresidenziali, Eugenio Bonanno per il Dipartimento Amministrativo e Giovanni Trombatore per il Dipartimento Chirurgico. A queste si sono aggiunte, qualche giorno fa, le designazioni di Giuseppe Capodieci per il Dipartimento transmurale dei Servizi area radiologica; Rosario Di Lorenzo per il Dipartimento dei Servizi e dell’Area Igienico organizzativa; Giuseppe Daidone per il Dipartimento Area Medica; Alfio Spina per il Dipartimento dell’Assistenza Distrettuale e dell’Integrazione socio-sanitaria; Antonio Bucolo per il Dipartimento Materno Infantile; Roberto Cafiso coordinatore funzionale delle Unità operative complesse afferenti al Dipartimento Salute Mentale; Maria Lia Contrino coordinatore funzionale delle Unità operative complesse afferenti al Dipartimento della Prevenzione.

Diversi gli obiettivi che ciascuno di loro si è ripromesso di raggiungere, quelli più impegnativi sono la riduzione delle liste d’attesa, il miglioramento della qualità dell’assistenza, l’umanizzazione delle cure oltre che l’uniformità di cure e di percorsi terapeutici nelle diverse strutture