parà siracusano

Siracusa, morte Lele Scieri: primi sviluppi dopo 19 anni. Arrestato un ex commilitone

Siracusa, morte Lele Scieri: primi sviluppi dopo 19 anni. Arrestato un ex commilitone

Concorso in omicidio. Questa l’accusa che ha portato a un arresto nella vicenda di Emanuele Scieri, il parà siracusano 26enne trovato morto 19 anni fa nella caserma Gamerra di Pisa, centro di addestramento della Folgore.
A finire in manette, agli arresti domiciliari, ex commilitone di Scieri. Ci sarebbero anche due indagati.
Prima archivio indagini, e poi l’anno scorso la riapertura con gli importanti sviluppi di oggi.
Scieri scomparve il 13 agosto 1999, lo stesso giorno del suo arrivo alla caserma Gamerra per il servizio militare di leva dopo aver svolto il Car a Firenze. Fu poi ritrovato morto tre giorni dopo, ai piedi di una torre dismessa per il prosciugamento dei paracadute. A escludere l’ipotesi del suicidio, oltre alla famiglia di Scieri, la commissione parlamentare d’inchiesta, istituita nel 2016.
Al momento nulla di più è dato sapere, ma in giornata ci potrebbero essere importanti novità.

“I clamorosi sviluppi giudiziari che stiamo apprendendo in queste ore non ci restituiranno Lele, ma renderanno sicuramente giustizia alla sua memoria e saranno di conforto alla sua famiglia e ai tanti amici che non hanno mai creduto alle versioni ufficiali rese finora. Oggi è un giorno migliore” – dichiara il sindaco, Francesco Italia. “Come sindaco di Siracusa, a nome dell’intera Giunta comunale, devo ringraziare innanzitutto Sofia Amoddio che insieme alla deputazione cittadina si è impegnata per la costituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla vicenda, e che da Presidente della stessa ha portato avanti un lavoro attento e puntuale che ha trovato riscontro nella svolta giudiziaria odierna. Ma il mio ringraziamento va anche a quel gruppo di amici che dando vita all’associazione “Giustizia per Lele” hanno aiutato la famiglia a Scieri a non restare da sola in questi 19 anni: la caparbietà nell’avere tenuto sempre viva l’attenzione su questa vicenda è stata oggi premiata”.
Il sindaco ha preannunciato che il Comune si costituirà parte civile in un eventuale processo.

“Il mio lavoro d’indagine in qualità di Presidente della Commissione d’inchiesta Scieri e dei miei colleghi parlamentari, trova un epilogo importante” – commenta Sofia Amoddio, già Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Emanuele Scieri.
“L’arresto di un ex militare rappresenta un passo importante verso la ricerca della verità e della giustizia che la famiglia Scieri e l’opinione pubblica stanno aspettando da 19 anni”. “Il mio primo pensiero – continua Sofia Amoddio – va alla Signora Isabella, la mamma di Emanuele, che con grande dignità ha vissuto anni di dolore e sofferenza in attesa di giustizia”. “È sempre un grande giorno quando le ombre si diradano e si comincia a intravedere la luce, l’omicidio di Emanuele Scieri è stato e continua ad essere una delle pagine più buie della nostra storia repubblicana ma forse finalmente, potrà essere stracciata. La Commissione ha scoperto dettagli sul clima generale che regnava nella caserma Gamerra di Pisa all’epoca dei fatti evidenziato la natura delle pratiche, il tipo di relazioni che venivano a stabilirsi tra anziani e reclute, il ruolo dei caporali e l’atteggiamento e la mentalità dei militari e le risposte date dai comandanti a livello di corpo e di brigata”. “Intrecciando gli elementi acquisiti nel 1999 dalla magistratura con nuovi elementi d’indagine acquisiti attraverso le audizioni, la Commissione ha fornito nuovi elementi che ha consegnato alla Procura della Repubblica di Pisa”. “L’ex commilitone arrestato era uno dei soggetti che la Commissione aveva indicato negli atti secretati e consegnati alla Procura di Pisa e il suo arresto dimostra la presenza di elementi forti che dovranno vagliarsi in un processo futuro”.

“Verità e Giustizia per Lele da oggi non rappresentano solo un anelito al quale fin dal primo momento non abbiamo mai smesso di credere ma finalmente sono obbiettivi raggiungibili. Anche per questo ci costituiremo parte civile come Amministrazione Comunale nel nome di un giovane siracusano che ricorderemo per sempre. E che personalmente ricorderò sempre con le sue parole nel momento dei saluti prima del maledetto corso :”Fabio torno presto e mi piacerebbe fare il magistrato nel nome di Paolo Borsellino” – dichiara l’assessore alle Politiche culturali, Fabio Granata.