Dopo 19 anni risvolti nella morte di Lele Scieri con tanto di arresto e ipotesi di aggressione per nonnismo.
“I clamorosi sviluppi giudiziari che stiamo apprendendo in queste ore non ci restituiranno Lele, ma renderanno sicuramente giustizia alla sua memoria e saranno di conforto alla sua famiglia e ai tanti amici che non hanno mai creduto alle versioni ufficiali rese finora. Oggi è un giorno migliore” – dichiara il sindaco, Francesco Italia. “Come sindaco di Siracusa, a nome dell’intera Giunta comunale, devo ringraziare innanzitutto Sofia Amoddio che insieme alla deputazione cittadina si è impegnata per la costituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla vicenda, e che da Presidente della stessa ha portato avanti un lavoro attento e puntuale che ha trovato riscontro nella svolta giudiziaria odierna. Ma il mio ringraziamento va anche a quel gruppo di amici che dando vita all’associazione “Giustizia per Lele” hanno aiutato la famiglia a Scieri a non restare da sola in questi 19 anni: la caparbietà nell’avere tenuto sempre viva l’attenzione su questa vicenda è stata oggi premiata”.
Il sindaco ha preannunciato che il Comune si costituirà parte civile in un eventuale processo.
“Verità e Giustizia per Lele da oggi non rappresentano solo un anelito al quale fin dal primo momento non abbiamo mai smesso di credere ma finalmente sono obbiettivi raggiungibili. Anche per questo ci costituiremo parte civile come Amministrazione Comunale nel nome di un giovane siracusano che ricorderemo per sempre. E che personalmente ricorderò sempre con le sue parole nel momento dei saluti prima del maledetto corso :”Fabio torno presto e mi piacerebbe fare il magistrato nel nome di Paolo Borsellino” – dichiara l’assessore alle Politiche culturali, Fabio Granata.
“Dopo anni lunghissimi di dolorosi silenzi, di omertosi e inquietanti tentativi di insabbiamento la Procura di Pisa ha ritenuto, dunque, valide le ragioni per riaprire l’anno scorso le indagini fino ad annunziare – in queste ore – i primi provvedimenti: Un arresto per concorso in omicidio e altri due indagati. – commenta l’ex parlamentare Pippo Zappulla – L’azione meritoria della Procura di Pisa va sostenuta, senza se e senza ma, fino a conclusione delle indagini e nella stessa fase processuale. Un grande abbraccio va ai familiari e all’associazione “Giustizia per Lele”. La loro tenacia, il loro impegno, la loro forza e coraggio ha aiutato tutti noi a non mollare. Credo proprio si sia aperta la stagione della verità: nessuna vendetta, nessuna condanna nei confronti delle forze armate e dell’arma a cui va il massimo del rispetto ma si squarci il velo indecoroso e vergognoso della falsità e delle coperture che è indubbio esserci state, paghino i responsabili materiali e chi li ha consapevolmente coperti. Si vada quindi avanti: Verità e giustizia per Lele”
